dispersion society

04.28.05 (5:09 am)   [edit]
a un certo punto ho iniziato a kiedermi come gli abitanti di Tokyo fanno ad incontrare altre persone, ad instaurare rapporti nuovi, a trovare gente con gli stessi interessi o anke a "metter su famiglia". I ritmi di lavoro sono così serrati ke nn lasciano spazio alcuno alla "serendipità" sociale.

- è praticamente impossibile incrociare la stessa persona 2 volte, anke se avete gli stessi orari e prendete gli stessi treni.
- tutti vanno di fretta ed hanno poco tempo per tutto!
- le distanze occupano sapzio-tempo ke bisogna ottimizzare al meglio.
- la casualità è un lusso ke nn ci si può permettere.

per far fronte a tutto ciò, per portare avanti uno straccio di vita sociale i giapponesi si devono affidare ad uno strumento di profilazione ke svolga parte del lavoro di selezione ke loro nn possono portare avanti, causa la mancanza d tempo. ovviamente si parla della rete, di un contenitore aperto di dati a cui attingere ed essere attinti. è interessante notare però ke per rimediare alla dispersione totale della socialità giapponese, si debba entrare in una dipersione ancora più grande e rarefatta. il chaos del rizoma ti "ordina" la vita, come "mettere in ordine", ma anke come qndo si ordina un caffè al bar. sebbene qsto è ciò ke i ritmi del mercato e del lavoro hanno prodotto, ovvero la pro/cessazione della vita sociale come se fosse un plico d'ufficio, l'utilizzo della rete è allo stesso tempo lo strumento più potente per riprendersi parte di qsta esistenza alienata. è molto efficace perkè riesce a metter in contatto due punti in uno spazio-tempo digitale ke nn si sarebbero mai potuti incontrare in uno spazio-tempo fisico, inoltre l'elevato grado di ambiguità della rete stessa e dei dati immessi, rimette in discussione tutti i significati e le relazioni ke seguono e ke si costruiscono su di essi. la società giapponese a Tokyo è una comunità totalmente dispersa, si è soli ed isolati nei grandi momenti di folla. il contatto umano più caldo e coinvolgente della giornata lo si ha nella solitudine della propria casa, dopo la mezzanotte, tornati dal lavoro, davanti ad una chatroom, un forum, ai database desideranti ke si aggiornano senza sosta, catalogando, profilando, rispondendo contemporaneaente a migliaia di query, pieni di possibilità illimitate ke scorrono sui monitor, stringhe ke raccontano storie, affetti, mandano immagini e ne invocano altre.

take care

kute

critical cry

04.18.05 (5:25 pm)   [edit]
tokyo è una bellissima trappola, una vera pianta carnivora ke con i suoi colori ultravivaci ti attira per poi digerirti come dice lei. è una città tanto interessante qnto ingannatrice. per esempio c'è una zona di shibuya ke si kiama Harajuku, è particolare perkè è il quartiere dove si riversano tutti i punk, "gotici", freak vari, skater, pseudoartisti e via dicendo. i primi giorni mi piaceva molto (e mi piace ancora), andavo spesso a farmi delle passeggiate, ci sono un paio di music store molto specializzati, e soprattutto una serie infinita di negozi di abbigliamento e snack bar. vuoi vestirti da collegiale bambina di satana? c'è! attualmente vanno per la maggiore e vi assicuro ke nn è per niente facile essere critici davanti a ragazze messe a punto per una sana sculacciata! vuoi il negozio da super fanatico/a di House music? c'è! ti senti più skin (pure rudeness) oppure mela marcia alla rancid? c'è! vuoi esporre e dormire nella stanza in cui esponi nella galleria d'arte super-cool ke sembra uno squat ma costa qnto un 4 stelle? c'è! si kiama Design Festa, ed organizzano un super mega evento a metà maggio con 6000 (SEIMILA!!) artisti ke espongono di tutto, più concerti ad oltranza per due giorni (e ki se lo perde!!!). per noi visitatori il biglietto costa 15 euro 2 giorni, ma ki espone paga davvero salato. magari vedo se mi fanno fare da accompagnatore, traduttore, fancazzista.
da un lato qsta è la varietà ke ho sempre desiderato ci fosse nella mia città, un evento come qllo sopra descritto nn lo si può vedere ke qui, e nn me lo faccio scappare. ovvimamente qste cose nn si costruiscono gratis, e i costi di gestione vanno affrontati seriamente, ma il problema è ke qui tutto sembra avere il sapore passeggero di un trend, di uno sfogo adolescenziale destinato a silenziarsi dopo la prima eiaculazione. inoltre qsto sfogo per la maggior parte è dettato, come anke da noi, dal mercato, e mai si radicalizza per distaccarsi e diventare dissenso. tutti vivono la loro diversità alla stessa maniera, quasi tutti quei punk, kanguro girls, kogiaru sataniste diventeranno salary man e office lady. dico qsto xkè x ora nn percepisco nessun senso critico in quel ke vedo, nessuna consapevolezza, nessuna estetica politicizzata.
nelle università e nelle scuole nessuno si occupa di politica, e ki lo fa spesso viene considerato come un traffikino ke vuole potere e denaro (praticamente i cattolici popolari). un ragazzo italiano mi ha spiegato (è però da verificare) ke la classe politica giapponese viene fuori da alcune scuole ke sono sempre le stesse da secoli, ovvero qlle frequentate dai samurai e alle quali accedono praticamente i loro discendenti.
tutto ciò è scoraggiante, anke se in fondo è visibile quasi ad okkio nudo ke in giappone il conflitto sociale è praticamente inesistente. certo ciò nn toglie ke da quei 6000 artisti qlcosa venga fuori, almeno per statistica.

kute

confusion

04.16.05 (2:17 pm)   [edit]
Ieri sono stato al concerto di Dash, in un localino abbastanza vissuto, ma con un impianto di tutto rispetto. pokissima gente, solo gli amici di ki suonava. dash ha suonato per ultimo, dopo due scarpari tipo gianluca grignani e Yamaneko (gatto della montagna), un freakkettone sulla qurantina ke con kitarra acustica amplificata e basi elettro-kitsch ha risollevato la soglia della mia attenzione in tempo per ascoltare il mio amico.
dash è stato sicuramente il migliore della serata, è uno ke studia molto e ha passione. anke lui con kitarra acustica, sembrava un tom york giapponese, ma meno apatico. dall'ultima volta ke l'ho sentito mi sembra cresciuto molto. la terza canzone era accompagnata da una base elettronica fatta discretamente ma con troppe tracce per i mei gusti. la cosa più bella è ke qndo canta sembra entrare in estasi, ha sempre gli okki kiusi, esegue con grande trasporto e riesce a trasmettere parekkio a ki guarda (almeno a me). dopo il concerto gli artisti hanno parlottato un pò, quasi tutti girano per i tavoli con carta e penna per raccogliere feedback, da me è venuto yamaneko (non aspettavo altro). gli ho scritto sl foglietto ke alcune tracce mi ricordavano nick cave (nikku keiv per i giapponesi)ma lui nn sapeva minimamente ki fosse. poi ho scritto anke ke sul palco è molto simpatico e divertente. dash gli ha tradotto tutto e lui alla fine mi ha abbracciato, invitandomi ogni terzo venerdì del mese ad ascoltarlo nello stesso posto (nn esageriamo!).
dopo siamo andati via, finalmente a cenare. dash era molto euforico, faceva battute ed era contento dei miei feedback. siamo andati in un "pub", frequentato da qulla categoria dello spirito denominata "i giovani". ovvero dove i giapponesi vanno a sgranokkiare robe e a bere. in realtà è quasi come un ristorante, ed è molto più costoso dei locali descritti nell'altro post. all'inizio abbiamo preso una birra e degli yaki-tori (letteralemente uccello arrosto) bocconcini infilati in spiedini e grigliati con aromi buonissimi. un gusto molto simile alla carne alla brace nostrana, ma con delle punte di salsa di soia e odori simili. dopo è arrivata anke la seppia grigliata! fatta ad anelli da pucciare nelle sue interiora (in barese si kiamano malandre) scottate al cartoccio. poi c'era anke del tofu fatto ad insalata per rinfrescare. dopo un altro pò (dash ordina ed io nn capisco mai cosa succede, afferro solo le parole più importanti come BIRU, birra) arrivano degli snack rettangolari, lunghi qnto un dito e sottili qlke millimetro, da pucciare nella maionese. alla prima ispezione capisco ke si tratta di carne di stoccafisso scottata!!ke genialata! la conversazione con l'amico è molto rilassata e divertente, si parla un pò di tutto,ma specialemnte del giappone, di come è diversa la campagna rispetto alla città, e del fatto ke entrambi andiamo pazzi per la confusione ordinata ke regna a tokyo. è vero, io scoppio a ridere da solo molto spesso perkè nn mi capacito ancora di qnta gente ci possa essere in poki metri quadri. però nn si sta stretti, c'è un continuo movimento, una ricerca di spazio costante ke ti assicura una agibilità regolare e confortevole. da un lato è molto bello, nuotare nella massa umana, nel suo respiro lungo qndo scende le scale, o qndo si fraziona in rivoli ai torniketti della metropolitana. d'altro canto ti accorgi ke sei vuoi essere minimamente discordante, se vuoi uscire dal banko, sbatti agli altri pesci irrimediabilmente. si potrebbero sperimentare belle cose qui. sebbene la massa sia sempre sconosciuta, ad ogni passo nuova pur rimanendo qualitativamente la stessa, tokyo fino ad ora nn mi è mai sembrata una metropoli deumanizzata. mi è capitato per ben due volte di essere aiutato senza ke kiedessi niente, qualcuno ha deciso di fermarsi (e nn sembra facile in una città dove tutti trottano a ritmo di yen) e di passare del tempo a capire se avevo bisogno del suo aiuto. le persone ti guardano, a volte ti sorridono, e in un posto con 12 milioni di persone, dove passa di tutto prima ancora di arrivare, la curisoità di ki ti rivolge uno sguardo è interessante.
ritornando alla serata, abbiamo continuato a parlare e a bere, poi dash mi ha kiesto se volevo del saké, figuriamoci! dopo 5 minuti è arrivata una boccia fresca (si beve anke freddo) e un fantastico vassoio di sashimi ke potete ammirare nell'altro blog. ke bontà, c'erano dei pesci sconosciuti e poi dei gamberoni crudi con sopra uova di pesce, era guarnito da daikon (rafano) tagliato alla julienne, e del wasabi in una foglia di indivia. vicino all'orario di kiusura i camerieri passano per prendere le ultime consumazioni ed avvisare ke dopo mezz'ora si scabua. dash nn contento ha ordinato due bikkieri di sherry giapponese e del tako-wasabi! polpo crudo fatto a pezzetti immerso in una salsina di pezzi di wasabi fresco (il tubero, nn la crema). se penso a qnto è buono mi commuovo. qndo gli ho detto di smetterla di ordinare senza avvisarmi, mi ha risposto ke è contento perkè con me si trova bene, rispetto a molti altri stranieri ke si tengono lontani dalla cucina giapponese qndo vengono qui io sono "open-minded". mi sa ke dovevo spiegargli ke invece sono open mouth!
kute

kaiten-sushi

04.14.05 (5:52 pm)   [edit]
dopo 14 giorni, e qndi dopo essermi nutrito almeno 28 volte, posso fare un piccolo resoconto del cibo in giappone. la cosa ke fino ad ora mi ha colpito di più è ke hanno una cucina fast-food e degli "snack" perfettamente salutari. molto spesso vado in qlli ke kiamano kòmbini, i vari seven-eleven aperti 24 su 24, hanno dei banki frigo con qlle fantastike polpette di riso di svariate forme, tonde, triangolari, cilindrike, molto spesso avvolte dalle alghe. dentro ci puoi trovare dal pesce condito cn salsa di soia, oppure marinato, o tonno cotto e un filo di maionese, o polpette di riso al curry giapponese, oppure alcune con il natto, fagioli di soia marci (ke a me nn piace). ogni polpetta di qste costa dai 100 ai 180 yen (100yen=78cent di euro in media). se si vuol spendere di più, sempre dal kòmbini ci sono composizioni varie di sushi arrotolato, sakketti di tofu fritto imbottiti di riso o piatti di soba noodles, spaghetti ke si mangiano freddi con salsine varie,buonissimi. incredibilmente costa più fare la spesa al supermercato ke andare a sedersi ad un rstorante e prendere un piatto caldo. ad ogni angolo si trovano ristoranti economici ke in genere con meno di 7-8 euro ti offrono un piatto principale a base di carne o pesce, oppure ramen, ke sono noodles serviti in coppone e sommersi da un brodo con dentro di tutto; curry, pezzi di carne, pesce, vegetali, uova...nei ristoranti di ramen mi viene sempre da ridere, tutti sorkiano come mantici, e più è buono ciò ke mangi e più sorki. lo fanno tutti, anke le ragazzine più raffinate. oltre alla portata principale nel vassoio c'è anke la coppa di riso bianco, come da noi il cesto del pane. su ogni tavolo in genere ci sono dei dressing per il riso e nn solo. ad esempio ci sono pezzi di un tubero il cui sapore è agrodolce,forse si tratta di kampyo, oppure una cosa buonissima ke mi comprerò, il sale al sesamo nero!!non è finita xkè quasi sempre ti danno anke una coppetta di zuppa di miso da sorseggiare mentre mangi. in nessun ristorante ti kiedono cosa vuoi bere, ti portano in automatco un bikkiere di acqua fresca appena ti siedi,e te la riempiono anke mille volte.
il mio luogo preferito però è il kaiten-sushi, ovvero il sushi bar cheap. è davvero come in un bar, ti siedi ad un bancone circolare ke occupa l'80% del locale. nella circonferenza interna ci sono i cuochi ke fanno il sushi e man mano lo dispongono due pezzi per volta su dei piattini come qlli delle tazzine da caffè, ke vanno a finire su un piccolo nastro trasportatore ke gira intorno al bancone. sulla circonferenza esterna qndi troviamo i clienti, seduti su sgabelli, ovunque ti siedi hai a portata di mano tazze da riempire di acqua bollente ke sgorga da rubinetti ke sporgono dal bancone, polvere di the verde giapponese, barattoli di zenzero sott'aceto e ovviamente litri di salsa di soia ovunque. appena ti siedi puoi iniziare a mangiare, il sushi è lì ke skorre davanti a te. i piattini hanno prezzi diversi a seconda della pregiatezza, la maggior parte però sono da 100 yen, con 1000 yen, cioè poco meno di 8 euro ti sei riempito la pancia di sushi e the verde. la varietà dei bocconi è esagerata. la maggior parte sono nigiri-sushi (polpettine di riso della forma di un dito con filetto di pesce adagiato sopra), tra qsti si possono scegliere nigiri con tonno rosso, con anguilla marinata, salmone e altri pesci nn identificati. poi c'è il sushi arrotolato a "corazzata" (il mio libro lo kiama così, in giapponese nn mi ricordo come si dice) ovvero la stessa polpettina per il nigiri viene avvolta per la lunghezza da una striscia di alga nori in modo da formare un piccolo contenitore con il riso alla base. qui dentro ci mettono di tutto, dalle capesante, alle uova di pesce volante, al prosciutto e maionese (roberto!), all'insalata russa. in fine girano anke dei cestini con dentro tofu condito con erbette piccanti e porro, e se si vuole, si possono ordinare anke delle zuppe, ottima qlla di vongole e alghe (ke fame!). c'è da dire ke è davvero difficile alzarsi dal kaiten-sushi, è sempre lì ke gira, pieno di cose buone, appena manca una specialità viene subito rimpiazzata dai sushi-man toyotisti!

kute

IDOG

04.12.05 (4:50 pm)   [edit]
per gli stilosi amatori di IPOD è uscito un fido compagno ke ho scovato cazzeggiando per Shibuya. un cagnolino ke balla a ritmo del vostro player, si kiama =http://www.idog-segatoys.com/...IDOG

k

foto

04.12.05 (4:10 pm)   [edit]
alla fine non ho resistito, ho aperto un blog di foto, su Flikr, lo trovate =http://www.flickr.com/photos/...qui
le foto sono belle grandi, se cliccate su una si apre un'altra pagina e poi potete decidere di allargarla cliccando su full size.

kute

Eda period

04.11.05 (1:06 am)   [edit]
da ieri, doemnica 10 aprile è iniziato il mio periodo Eda. mi sono trasferto da casa di Dash in una guesthouse a Eda ;-), un distretto della prefettura di Kanagawa, la stessa di Yokohama. fortunatamente nn sono lontano da Tokyo, solo 25 minuti di treno, e lo stesso per raggiungere dash. Non ho ancora incontrato molte persone però per la maggior parte sono giapponesi, ed ho intravisto anke una famigliola indiana. a quanto pare qsta sorta di Maison Ikkoku (in Italia il carotne si kiama "Cara Dolce Kyoko") è un rifugio per studenti con poki soldi e per i meno abbienti in generale, il proprietario sembra sia un australiano (e il cerkio si kiude). per i corridoi ho incontrato pokissime persone, tutti uomini, giovani.
la cittadina sembra abbastanza spoglia, intorno alla stazione c'è ben poco a parte i supermercati. la casa è a circa 10 minuti dalla stazione, su una collina, in una zona dove ci sono abitazioni residenziali, casette ben tenute, di gente facoltosa. se ti puoi permettere una casetta indipendete in giappone significa ke hai i soldi, qui lo spazio costa molto. dalla finestra ho una bellissima vista, ci sono dei bambù molto alti sotto, e poi un panorama di colline e spazi urbani a makkia di leopardo. oggi appena sveglio ho anke esperito il mio primo terremoto orientale. una scossetta di circa 45 secondi, nessuna scena di panico tra gli ospiti, mi sembrava come se qlkuno mi stesse cullando nel letto per farmi dormire un altro pò. dopo aver capito l'entità della scossa mi son tenuto tra le braccia il computer ed ho aspettato ke finisse.

kute

morti di sonno e vagoni di sole donne

04.07.05 (12:22 pm)   [edit]
non ho mai visto tanta gente dormire nei treni come qui.
mi kiedo qnti soldi in più facciano le varie compagnie grazie alle migliaia di persone ke non si svegliano in tempo. oggi ho provato a fare una rapida ricognizione nel vagone dove ero ed ho notato ke in media 4 persone su 10 tra qelle sedute dormivano. ovviamente tutto ciò è dovuto ai ritmi allucinanti ke hanno, tutti, studenti compresi. ogni "sarary man" (salary man) inizia la sua giornata tra le 7 e le 8, prende treni pieni di suoi simili e ultra compressi si dirigono in città, dove sciamano liberamente e ininterrottamente fino alle 21-22. inoltre è molto probabile ke qlke notte ogni tot mesi la si passi a lavorare! dash mi ha detto ke a lui è capitato un paio di volte. in qsto caso si torna a casa la mattina prestissimo, si dorme qlke ora e poi di nuovo a lavurà! altro ke milanesi!

la cosa più sconcertante è ke nelle ore di punta della mattina ci sono dei vagoni per sole donne perkè i cari amici giapponesi si divertono a molestare le loro connazionali. in genere i treni sono così strapieni ke ci sono degli addetti ke spingono le persone per far kiudere le porte e qlkuno ne approfitta per allungare le mani, figuratevi come si può ribellare una poverina ke le capita la sventura di aver vicino uno stronzo. inoltre mi è stato spiegato ke molte donne giapponesi sono ancora restie a denunciare tali atti. da ciò qsta contromisura ke penalizza le donne e non ki le molesta, a livello pratico però sembra l'unica accessibile, nel momento in cui vi è la molestia come ci si può sottrarre viste le condizione in cui si viaggia? molto spesso neanke si rendono conto di ki vicino a loro le stia toccando. rimango perplesso sia dal tenore medioevale del problema (ke nn si discosta molto da vicende italiane di simile portata) ke dalla "soluzione " adottata fino ad ora.

kute

ke palle

04.06.05 (2:30 am)   [edit]
le foto nn si vedono xkè se nn paghi nn te le fanno uploadare, uff!

kute

sogno o son destro?

04.05.05 (3:25 am)   [edit]

cavolo, essere cosi` distante mi fa perdere molto di cio` ke sta succedendo dalle mie parti con l elezione di vendola a presidente della regione puglia. certo ke un comunista gay e` qnto di meglio possa sfornare oggi la politica istituzionale, improvvisamente la puglia si ritrova in una posizione "d avanguardia". una regione dalle radici ben piantate nella cattolicita`, nel conservatorismo, e in un certo perbenismo di facciata ha scelto di cambiare radicalmente rotta! bisognera` fare una profonda analisi su qsto voto, nn solo dire ke vendola e` bravo e il governo fitto e` stato ultra fallimentare. forse ha giocato molto anke qllo ke da noi si kiama istinto mercantile, franza o spagna purke` se magna (cazzo ke analisi profonda!). l erosione della rikkezza delle famiglie, il logoramento fisico e psicologico ke qsta situazione di crisi sta causando, un niente sullo sfondo, hanno forse determinato la scelta del cambiamento in favore dell unica via percorribile. fortuantamente per noi qsta via oltre ad essere l unica sembra davvero buona, finalmente dopo anni di nausea e diffidenza mi sento di poter dare un 1% di fiducia alla politica istituzionale, il restante 99, per ora, continuera` a rimanere attaccato al mio agire politico quotidiano.


kute

fisica dei fisici

04.04.05 (2:40 pm)   [edit]

girare nei treni della metropolitana mi e`sempre piaciuto molto, trovo gli autobus invece molto angusti poco adatti all`osservazione. nella metro invece ci si puo` spostare facilemente da un vagone all altro, e` piu` confortevole e veloce, nn ci sono auto in doppia fila ke limitano la sua agilita` e qndi meno clacson. la cosa ke preferisco pero` e` poter guardare le persone ke salgono e ke scendono alle varie stazioni, vettori trasportati da altri vettori, che condividono un pezzo della loro traiettoria insieme ad altri, che si spostano anche in base agli spostamenti degli altri, in un sistema di interdipendenze condizionato sia dal caso che dalle esigenze individuali. in un posto come la metro ogni singolo vettore cede provvisoriamente parte del suo movimento ad un vettore piu` "grande", una sorta di Leviatano dell entropia che gestisce dinamicamente le entrate e le uscite dei vettori piu` piccoli, aumentando e diminuendo le sue risorse proporzionalmente a qste. infatti se il numero dei vettori piu` piccoli fosse uguale a 0, anke qllo grande avrebbe lo stesso valore. mi sono reso conto di qsta cosa grazie all incredibile massa umana ke ogni giorno si sposta dai dintorni di tokyo verso l anello centrale della citta`. le stazioni sono un bacino di umanita` accecante, non si puo` guardare tutti, non ci si puo` fermare ad osservare il particolare, bisogna prendere qllo che c`e` subito. forse un modo per farlo e` riuscire a girare alla stessa velocita` della massa umana ma ho dei problemi, a camminare per strada nn sono abbastanza veloce, poi tengo la destra, loro tengono la sinistra e spesso vado controcorrente e sbatto ad un sacco di gente. i semafori pedonali sono come me li aspettavo,  nelle strade piu` larghe ad ogni luce verde nell ora di punta ci sono circa una sessantina di persone da un lato e dall`altro ke attraversano la strada. sabato sera alle 19 a Shibuya,uno dei quartieri piu` frequentati dai giovani, al semaforo dell incricio piu` importante c erano un centinaio di persone per lato, sembrava una battaglia campale del `700, due eserciti skierati l uno di fronte all altro.